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Falegnameria Officina Sociale K_Alma

© ALESSANDRO ROMAGNOLI
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Falegnameria Officina Sociale K_Alma
Italy

I ragazzi portano all’ interno della falegnameria grosse tavole di legno da tagliare. Roma, italia – aprile 2018

L’Italia è storicamente un paese da sempre interessato alle migrazioni, un territorio di approdo e di accoglienza dei migranti, che arrivano, transitano e in alcuni casi rimangono per un tempo indefinito.

Mai come in questi ultimi anni, abbiamo affrontato un fenomeno così complesso, che deve essere “governato” anche a livello locale con intelligenza, competenza, sensibilità, legalità e anche, perché no, creatività ed innovazione.

Lo storico ingresso del Villaggio Globale che ospita al suo interno la falegnameria sociale. Roma, marzo 2018

La falegnameria sociale K_alma nasce da un idea di Gabriella Guidi e grazie all’aiuto di un gruppo di amici, migranti e operatori sociali, apre i battenti nel Maggio del 2017 all’interno del Villaggio Globale, che si trova nel complesso in disuso dell’ex mattatoio di Testaccio, rione storico della capitale.

L’obiettivo principale di questo progetto e’ quello di formare richiedenti asilo, migranti, persone disoccupate al fine di promuovere e realizzare nuovi percorsi di vita individuale, professionale e sociale; azioni necessarie per combattere diseguaglianze ed iniquità sociali, per rimettere al centro la dignità dell’essere umano partendo proprio dal lavoro e dallo sviluppo delle competenze.

Blessing e Mustafa scherzano durante il lavoro. Roma, aprile 2018

Attualmente sono tre i mastri falegnami che si alternano 2 pomeriggi la settimana alla guida dei ragazzi che intraprendono questo percorso.

La falegnameria produce oggetti destinati alla vendita al dettaglio e accetta, quando possibile, lavori su commissione, sempre privilegiando e promuovendo l’uso di materiali di “scarto”, quali componenti di legno di diversa natura o provenienza.
La passione dei maestri, l’impegno dei ragazzi e l’allegria che non manca mai, sono gli aspetti che più mi hanno colpito di questa fantastica realtà.

Pezzi di legno informe si tramutano in sgabelli, panche e armadi che sembrano intrisi della magica atmosfera della falegnameria, della voglia di questi giovani di poter vivere dignitosamente e dello sforzo che ogni giorno compiono per riuscirvi.

Rasheed, viene dalla Nigeria e ha 30 anni. Qui ci mostra gli “sgabelli belli belli” prodotto tipico della falegnameria. Roma, maggio 2018

Lamine è molto concentrato, il taglio delle tavole è piuttosto impegnativo. Roma, aprile 2018

Marco redarguisce scherzando Mustafa. L’uso della lama circolare è molto pericoloso. Roma, aprile 2018

James è l’artista che dipinge a mano gli “sgabelli belli belli”. Roma, giugno 2018

Ibrahima viene dal Senegal e ha 31 anni. Qui ci mostra il prototipo di sgabello con poggia schiena; Roma, giugno 2018

Gabriella aiuta Lamine nelle pratiche burocratiche per la richiesta d’asilo. Roma, maggio 2018

I ragazzi della falegnameria si aiutano tra loro nei lavori più complessi. Roma, maggio 2018

A fine giornata viene testato il prototipo di poltrona pieghevole. Roma, aprile 2018

Gabriella l’ ideatrice e fondatrice del progetto Falegnameria Officina Sociale K_Alma. Roma, aprile 2018

 

Alessandro Romagnoli
Mi sono avvicinato alla fotografia poco dopo aver compiuto 33 anni. Terminati gli studi in alcune tra le migliori scuole romane, inizialmente mi sono dedicato alla ricerca personale attraverso l' utilizzo della fotografia analogica. Successivamente sono approdato alla fotografia di reportage, il mio obiettivo è quello di raccontare storie che possano aiutare le persone a comprendere meglio avvenimenti di cui purtroppo volutamente vengono tralasciati alcuni aspetti. Nei miei progetti emerge spesso il desiderio e la necessità degli esseri umani di poter vivere liberi e dignitosamente, si tratti di popoli perseguitati o di minoranze discriminate e vittime di pregiudizi. Il mio sogno è quello di scuotere il pensiero di chi osserva le mie fotografie mostrando la bellezza di quel che probabilmente rischia di andar perso per sempre.

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