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MaggiOff

Foto-Anzani

Photo exhibition: Luca Anzani, Stefano Cardone, Francesco Ciotola, Fabio Cito, Cristina Cusani, Luigi Fedullo, Biagio Ippolito, Sabrina Merolla, Claudio Morelli, Francesco Pischetola, Roberto Salomone, Mario Spada | MaggiOff
Chiesa di S. Biagio Maggiore, via San Gregorio Armeno n. 39, Napoli.
fino a martedì 16 giugno 2015 | Lunedì 16-19; martedì-sabato 10-13, 16-19; domenica 10-13.

Emersa dall’esperienza di Io vivo come te, mostra fotografica ispirata a Pino Daniele e alla sua prospettiva disincantata sulla città di Napoli, MaggioOff si propone come antologica di un progetto collettivo in gestazione, ma sempre più chiaramente rivolto a riunire un numero crescente di fotografi partenopei attorno alla sfida di reinterpretare il territorio, superando la narrazione da cartolina proposta ai turisti.

L’idea di base è semplice: restituire alla città una visione più variegata della storia locale, gradualmente riappropriandosi del monumento dimenticato e nascosto, come delle periferie. Per periferia qui intendendo anche tutte le enclavi, interne ed esterne al centro storico e ai flussi commerciali maggioritari, che pure continuano a custodire ragguardevoli tracce della nostra storia.

Le immagini esposte rappresentano, pertanto, i primi risultati del cammino comune intrapreso da un gruppo eterogeneo di fotografi napoletani, uomini e donne completamente differenti per stile ed interessi, che si ritrovano in quanto accomunati dalle stesse radici e dalla volontà di dialogare attivamente con il passato collettivo, attraverso la riscoperta di siti spesso celati allo sguardo fugace del forestiero, come invisibili agli occhi annoiati dei residenti.

L’obiettivo è quello di dar gradualmente vita ad una nuova mappa artistica, sociale e culturale della città, che non si proponga come alternativa a quella attuale, bensì come suo realistico ampliamento ed approfondimento. Napoli come città stratificata dunque, i cui tesori in rovina rappresentino altrettanti tasselli di un mosaico ancor tutto da ricomporre. Napoli come territorio monumentale, ma vivo, pronto al dialogo costante con le costellazioni di monumenti che la caratterizzano, attraverso l’attivazione di una memoria fluida e mobile. Una memoria che non proceda per esclusione ma per inclusione, valorizzando la stratificazione storica e la fusione urbanistica, sociale e culturale delle sue innumerevoli anime.

 


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